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VISITA ALLA
GALLERIA OSPITI ILLUSTRI
DELLA
CASINA VANVITELLIANA
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La
struttura del Real
Casino di caccia del Fusaro voluto da Ferdinando IV di
Borbone è composta da due piani sovrapposti, ma non
simili. Quello inferiore risulta più ampio a causa di
due ambulacri posti l'uno verso nord, l'altro
verso sud ed ambedue ai lati delle tre arcate frontali.
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Attualmente,
dal mese di ottobre del 2001, gli ambulacri sono stati
trasformati in "galleria
degli ospiti illustri".
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Accedendo a detti
locali,
oltre a provare la sensazionale suggestione di
trovarsi sospesi sulle acque del lago, si possono
leggere note biografiche e motivi di legame di
autorevoli personaggi, che hanno segnato la storia d’Europa
per oltre due secoli, a conferma
del fatto che non solo per svago e piacere il Fusaro
divenne un importante punto di riferimento. Di
seguito presentiamo gli ospiti illustri che
"popolano" oggi l'omonima galleria. |
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Ferdinando
IV di Borbone
Napoli
12 gennaio 1751- Napoli 4 gennaio 1825.
Con
il nome di Ferdinando IV era stato re di Napoli dal 1759 al
1806. Nel 1799, durante la Repubblica Partenopea si rifugiò
a Palermo. Dal 1806, al 1815 era stato re di Sicilia con il
nome di Ferdinando III. Con il nome di Ferdinando I di
Borbone divenne re delle due Sicilie dal 1816 al 1825.
Figlio di Carlo III di Spagna, nel 1768 sposò la figlia di
Maria Teresa d’Austria, Maria Carolina, che esercitò,
grazie anche al ruolo svolto dal ministro inglese John
Francis Edward Acton, una
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influenza
politica tale da comportare il progressivo
distacco dalla Spagna ed un allineamento
sempre più evidente sulle posizioni di
Austria e Gran Bretagna. A lui fu consegnato
il Casino Reale del Fusaro, luogo presso il
quale “alla potestà sovrana aggiungeva una
sfrenata passione per la pesca ed una
vocazione da lazzaro”. Ne fece le spese
anche l’abate fiorentino Mazzinghi il quale
“avendo questi attirato l’attenzione
reale, forse per la chioma alta alla
femminile, fu afferrato, posto di forza sopra
una manta tenuta da ceffi di corte e fatto
sbalzare più volte al cielo, come poco prima
era toccato ad altri due ignari e poveri
passanti. La vittima ne morì tempo dopo di
vergogna” (1). Sono molte le
testimonianze che descrivono i soggiorni
del re presso il sito borbonico del Fusaro (2)
“Da padrone pesava e vendeva il pesce agli
avventori, parlando con essi il dialetto
marinaresco, contendendo talvolta per ischerzo
circa il peso ed il prezzo; ciò che riusciva
una vera festa, mentre
concorrevano alla compera persone d’ogni
classe per conversare familiarmente col
Sovrano, attirati ancora dalla squisitezza del
pesce, dal giusto peso e dal mite prezzo; e
dopo finto contrasto, il Sovrano cedeva alle
insistenze dei compratori in prorompere in
risa.” Per il suo temperamento fu definito
“Re Burlone”,“Dio de' Lazzaroni”,
“Re Nasone”, “Pescivendolo
Regale”.
(1)
G. Alisio, P.A. De Rosa, P. E. Trastulli:
“Napoli com’era”, Roma 1990
(2)
P. Pugliese:” Il Lago Fusaro in
Pozzuoli”, Na 1857
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